Graffiti aborigeni nel Parco Nazionale del Kakadu, Territorio del Nord

Una cultura ancestrale: il Dreamtime

La ricca trama della cultura aborigena australiana è intessuta di storie, tradizioni e un profondo legame con la terra che risale a decine di migliaia di anni. Al centro di questo patrimonio c’è il concetto del Dreamtime, un elemento fondamentale della spiritualitĂ  e dell’identitĂ  aborigena.

Graffiti aborigeni nel Parco Nazionale del Kakadu, Territorio del Nord
Graffiti aborigeni nel Parco Nazionale del Kakadu, Territorio del Nord.

Al di lĂ  del Mito

Il Dreamtime, spesso chiamato “The Dreaming” dai popoli aborigeni, rappresenta l’essenza della loro comprensione del mondo. Non è semplicemente un mito o un tempo lontano; piuttosto, è una dimensione spirituale eterna ed onnipresente che permea ogni aspetto dell’esistenza. Il Dreamtime comprende il periodo della creazione in cui gli esseri ancestrali hanno plasmato la terra, stabilito le leggi e creato il mondo naturale. Questi esseri ancestrali continuano a esistere nei paesaggi, nelle acque e nei cieli, infondendo il mondo fisico di significato spirituale.

Una cultura ricca di storie

Le culture aborigene sono ricche di storie che raccontano i viaggi e le azioni di questi esseri ancestrali. Questi racconti non sono solo storie, ma sono parte integrante della vita culturale e spirituale delle comunitĂ  aborigene. Spiegano le origini della terra, delle sue caratteristiche e delle consuetudini che governano la vita sociale e spirituale.

Le Songlines, o “Yiri” in alcune lingue aborigene, sono un altro aspetto cruciale di questo patrimonio culturale. Queste sono intricate vie attraverso la terra che tracciano i percorsi degli esseri ancestrali durante il Dreamtime. Le Songlines servono sia come mappa che come deposito musicale di conoscenza, dettagliando le posizioni delle risorse, dei siti sacri e delle leggi della terra. Sono una testimonianza del profondo legame che i popoli aborigeni hanno con il loro ambiente, servendo come mezzo per preservare e trasmettere la conoscenza culturale attraverso le generazioni.

Chubasco Pascoe, Warraburnburn, 2024, 10Ă—226 cm
Chubasco Pascoe, Warraburnburn, 2024, 10Ă—226 cm
An Aboriginal Hardwood Didgeridoo 108 cm
Didgeridoo, 108 cm

Simboli e Significati

L’arte aborigena è un’espressione vibrante delle storie del Dreamtime e della cultura ancestrale. Attraverso varie forme come pitture rupestri, pitture a punti e sculture, gli artisti aborigeni trasmettono la ricchezza del loro patrimonio. Ogni opera d’arte è una narrazione visiva, che racconta storie di creazione, esseri ancestrali e l’interconnessione della vita. I simboli nell’arte aborigena rappresentano spesso elementi della natura, tracce ancestrali e siti culturali e naturali significativi, fornendo un linguaggio visivo che comunica concetti spirituali complessi.

Una forte connessione con la Terra

Per gli aborigeni australiani, la terra non è solo uno spazio fisico ma un’entitĂ  profondamente spirituale. La connessione con la Terra è intrinseca alla loro identitĂ  e benessere. Questa relazione è coltivata attraverso cerimonie, racconti e arte, garantendo che la conoscenza e lo spirito degli antenati siano mantenuti vivi. La terra è vista come un’entitĂ  vivente che custodisce le memorie e gli spiriti degli antenati, rendendo la preservazione della terra un dovere sacro.

Tutela di una cultura ancestrale

Ai giorni nostri, le comunitĂ  aborigene continuano a sostenere e celebrare la loro cultura ancestrale attraverso varie iniziative. Festival culturali, programmi educativi e collaborazioni con istituzioni aiutano a condividere e preservare la conoscenza del Dreamtime. Questi sforzi sono cruciali per mantenere il patrimonio culturale e garantire che la saggezza degli antenati sia trasmessa alle generazioni future.

Scudo di legno o di pelle di Canguro
Shield, 25×62 cm 
Scudo di legno o di pelle di Canguro Shield, 25Ă—62 cm 

Il Dreamtime e la cultura ancestrale degli aborigeni australiani offrono profonde intuizioni su una visione del mondo che valorizza l’interconnessione tra vita, terra e spiritualitĂ . Esplorando e rispettando queste tradizioni, acquisiamo una maggiore apprezzamento per la ricca trama culturale che i popoli aborigeni hanno nutrito per millenni. Continuando a imparare da queste antiche tradizioni, onoriamo il duraturo lascito della cultura vivente piĂą antica del mondo.

Mirdidingkingathi Juwarnda SALLY GABORI, 2009. Dibirdibi Country 2009. Private Collection, Melbourne. Photograph: Mornington Island Art, Queensland. © The Estate of Sally Gabori .

Sally Gabori, un artista aborigena celebrata alla Fondation Cartier

Mirdidingkingathi Juwarnda SALLY GABORI, 2009. Dibirdibi Country 2009. Private Collection, Melbourne. Photograph: Mornington Island Art, Queensland. © The Estate of Sally Gabori .
Mirdidingkingathi Juwarnda SALLY GABORI, 2009. Dibirdibi Country 2009. Private Collection, Melbourne. Photograph: Mornington Island Art, Queensland. The Estate of Sally Gabori .

L’esposizione alla Fondation Cartier

Nell’estate del 2022, la Fondation Cartier pour l’Art Contemporain ha ospitato a Parigi una mostra rivoluzionaria, presentando le opere dell’acclamata artista aborigena Mirdidingkingathi Juwarnda Sally Gabori. Questa esposizione, in programma dal 3 luglio al 6 novembre, è stata la prima grande retrospettiva delle opere di Gabori al di fuori dell’Australia, offrendo al pubblico internazionale uno sguardo unico sul suo lascito artistico vibrante e profondamente commovente.

Tori Juwarnda Wilson and Amanda Gabori Dibirdibi.
Picture Gianluca Di Ioia.
Tori Juwarnda Wilson and Amanda Gabori Dibirdibi.
Foto di Gianluca Di Ioia.
Sally Gabori, centre d’art et d’artisanat de l’île Mornington, 2008-2012. © The Estate of Sally Gabori. Photo © Inge Cooper.
Sally Gabori, centre d’art et d’artisanat de l’île Mornington, 2008-2012. The Estate of Sally Gabori. FOto di Inge Cooper.

La vita e le origini di Sally Gabori

Nata intorno al 1924 sull’Isola di Bentinck, Sally Gabori era un membro del popolo Kaiadilt. A questo proposito, la sua vita e le sue opere sono, infatti, profondamente intrecciate con i paesaggi e le tradizioni ancestrali della sua terra natale, che ha iniziato a tradurre su tela piĂą tardi nella sua vita.

Il viaggio artistico di Gabori è, in effetti, straordinario quanto ispiratore. Ha iniziato a dipingere nel 2005 all’etĂ  di ottant’anni, guadagnando rapidamente fama nazionale e internazionale per le sue composizioni vivaci e colorate. Nonostante l’inizio tardivo, la prolifica carriera di Gabori è durata fino alla sua scomparsa nel 2015. Un decennio durante il quale ha, tuttavia, creato un corpus di opere che si distingue per la sua originalitĂ  e profonditĂ  emotiva.

Sally Gabori, Dibirdibi Country, 2010. Collection Bérengère Primat, Courtesy Foundation Opale, Switzerland. The Estate of Sally Gabori. Photo Simon Strong.
Sally Gabori, Dibirdibi Country, 2010. Collection Bérengère Primat, Courtesy Foundation Opale, Switzerland. The Estate of Sally Gabori. Foto di Simon Strong.

Una mostra immersiva

La mostra alla Fondation Cartier ha presentato oltre trenta dei dipinti monumentali di Gabori, curati in stretta collaborazione con la sua famiglia e la comunitĂ  Kaiadilt. Queste opere sono caratterizzate dai loro colori vivaci e dalle rappresentazioni astratte delle sue terre ancestrali, riflettendo il suo profondo legame con la sua cultura e il mondo naturale.


Foto di Gianluca Di Ioia
Picture Gianluca di Ioia
Foto di Gianluca Di Ioia

Uno dei punti salienti della mostra è stato il progetto online immersivo dedicato alla vita e alle opere di Gabori, accessibile a un pubblico globale (https://sally-gabori.fondationcartier.com/it/map) . Questa iniziativa digitale ha, senza dubbio, offerto uno sguardo approfondito sul suo processo artistico, la sua storia personale e il significato culturale dei suoi dipinti, rendendo la sua storia e la sua arte accessibili a persone di tutto il mondo.

Un viaggio all’interno dell’Arte e della Cultura Aborigena

La mostra della Fondation Cartier non solo ha celebrato i successi artistici di Gabori, ma ha anche evidenziato l’importanza di preservare e promuovere l’arte e la cultura aborigena. Portando, infatti, le sue opere su un palco internazionale, la mostra ha favorito una maggiore apprezzamento per le ricche tradizioni e le espressioni contemporanee dell’arte aborigena.

Sally Gabory alla Triennale di Milano

In seguito al successo della mostra alla Fondation Cartier, le opere di Sally Gabori sono state presentate alla Triennale di Milano dal 16 febbraio al 14 maggio 2023. Questa esposizione, curata in collaborazione con la Fondation Cartier, ha portato a Milano la pittura di Sally Gabori, offrendo, così, al pubblico italiano un’opportunitĂ  unica di scoprire la sua arte e le tradizioni del suo popolo. La mostra alla Triennale ha ulteriormente consolidato la reputazione internazionale di Gabori, evidenziando la sua capacitĂ  di trasmettere emozioni e storie attraverso il suo uso distintivo del colore e della forma.

Sally Gabori, Nyinyilki, 2011. Bendingo , AustraliaPurchase, 2016. The Estateof Sally Gabori. Photo SImon Strong.
Sally Gabori, Nyinyilki, 2011. Bendingo , AustraliaPurchase, 2016. The Estateof Sally Gabori. Foto di Simon Strong.

L’ereditĂ  di Sally Gabory

Per coloro che hanno avuto l’opportunitĂ  di visitare, la mostra ha rappresentato una testimonianza unica della produzione artistica di Sally Gabori, un’artista il cui lavoro ha segnato e continua a ispirare e affascinare il pubblico di tutto il mondo. I suoi dipinti, con i loro colori vivaci e il loro profondo significato culturale, offrono, in effetti, una finestra sull’anima del popolo Kaiadilt e sulla bellezza senza tempo delle loro terre ancestrali.

Celebrando, in conclusione, i contributi di Sally Gabori all’arte contemporanea, la mostra della Fondation Cartier ha servito come promemoria del potere dell’arte di trascendere i confini e connetterci all’esperienza umana condivisa. Il suo lascito vive, infine, non solo attraverso i suoi dipinti, ma anche attraverso i continui sforzi per onorare e preservare il patrimonio culturale dei popoli aborigeni.

Sally Gabori, Thundi, 2010. The Estate of Sally Gabori. Private collection, Melburne, Australia. Foto di Simon Strong.
Sally Gabori, Thundi, 2010. The Estate of Sally Gabori. Private collection, Melburne, Australia. Foto di Simon Strong.

Fonti:

https://www.fondationcartier.com/en/exhibitions/mirdidingkingathi-juwarnda-sally-gabori

https://sally-gabori.fondationcartier.com/it/map\

https://www.aborigene.fr/artistes-aborigenes/artistes-q-t/sally-gabori

Clifford Possum

La nascita dell’Arte Contemporanea Aborigena Australiana

Clifford Possum
Clifford Possum Tjapaltjarri (1932-2002), Snake Dreaming, 1995, 125x75cm

La nascita dell’arte contemporanea aborigena australiana risale agli anni ’70, segnando una rinascita culturale che ha cambiato per sempre la traiettoria dell’arte aborigena. Questo decennio ha visto la nascita di un movimento artistico contemporaneo che non solo ha rivitalizzato antiche tradizioni, ma ha anche affermato lo spirito indomito e la resilienza dei popoli indigeni australiani. La storia di questa rivoluzione artistica è una storia di innovazione, collaborazione e un legame inossidabile con il patrimonio culturale.

Là dove tutto è cominciato: Papunya Tula

La remota comunitĂ  di Papunya, situata nel cuore del Territorio del Nord, corrisponde all’epicentro di questa innovazione artistica. Nel 1971, una fortunata collaborazione tra uomini aborigeni e un insegnante di scuola, Geoffrey Bardon, portò alla creazione di un murale sulle pareti della scuola. Geoffrey Bardon propose, infatti, ai suoi allievi di realizzare un murale. Proposta che, inizialmente, non fu accolta dagli anziani della comunitĂ , reticenti a condividere la loro cultura ancestrale, di cui una delle caratteristiche fondamentali è la segretezza. Peraltro, solamente chi è legato a uno degli spirti ancestrali e ai luoghi sacri corrispondenti ha il potere di rappresentare certi simboli, conoscenze che vengono tramandate di generazione in generazione. Non potevano, quindi, essere i bambini a realizzare il murale. Ciononostante, gli anziani decisero di realizzare il murale, rappresentando i simboli e i disegni tradizionali, dando, così, il via al movimento di arte contemporanea aborigena australiana, tramite i supporti e i materiali forniti dai coloni europei.

At Papunya, near the Western Desert, Geoffrey Bardon (at right with Old Tom Onion in 1971) encouraged Aboriginal people to take up painting. Allan Scott / Geoffrey Bardon Collection

At Papunya, near the Western Desert, Geoffrey Bardon (at right with Old Tom Onion in 1971) encouraged Aboriginal people to take up painting. Allan Scott / Geoffrey Bardon Collection

La fondazione della compagnia Papunya Tula Artists nel 1972 segnò un punto di svolta nella storia dell’arte aborigena. Gli artisti iniziarono a sperimentare, con vernici acriliche su tela, un allontanamento dai materiali tradizionali che permetteva una maggiore vivacitĂ  e dettaglio. Questo approccio innovativo infuse nuova vita in antiche storie, permettendo agli artisti di condividere le loro narrazioni del Dreamtime con un pubblico globale.

I pionieri del Movimento

Il movimento artistico di Papunya Tula fu guidato da un gruppo di artisti visionari, tra cui Kaapa Tjampitjinpa, Clifford Possum Tjapaltjarri e Tim Leura Tjapaltjarri. Questi pionieri, insieme a molti altri, sfruttarono il potere dell’arte per preservare e promuovere il loro patrimonio culturale. Le loro opere, caratterizzate da intricate pitture a punti e un uso audace del colore, catturarono l’immaginazione degli appassionati d’arte di tutto il mondo.

Kaapa Mbitjana Tjampitjinpa (1926-1989), Yala at Yantjupu, 1973,  55x37cm
Kaapa Mbitjana Tjampitjinpa (1926-1989), Yala at Yantjupu, 1973, 55x37cm

Il Ruolo dei Centri d’Arte e delle ComunitĂ 

Gli anni ’70 videro anche la nascita di centri d’arte di proprietĂ  e gestiti da aborigeni, che giocarono un ruolo cruciale nel nutrire e promuovere l’arte aborigena contemporanea. Questi centri fornirono un ambiente di supporto per gli artisti per creare, collaborare e mostrare le loro opere. Offrivano anche risorse essenziali, come forniture d’arte e formazione, potenziando gli artisti nel perfezionare le loro abilitĂ  e sviluppare le loro voci artistiche uniche.

Uno di questi centri, il Buku-LarrĹ‹gay Mulka Centre, fu fondato nel 1976 nella comunitĂ  di Yirrkala nel nord-est della Terra di Arnhem. Questo centro divenne un faro di preservazione culturale e innovazione artistica, promuovendo le carriere di numerosi artisti aborigeni e la ricca diversitĂ  dell’arte YolĹ‹u.

Rompendo le Barriere: Riconoscimento ed Esibizioni

Durante gli anni ’70, l’arte aborigena contemporanea iniziò a guadagnare riconoscimento e plauso sulla scena internazionale. Mostre di rilievo, come “The Art of Aboriginal Australia” tenutasi al Museum of Modern Art di New York nel 1974, introdussero il pubblico globale alla profonditĂ  e complessitĂ  dell’espressione culturale aborigena. Queste mostre presentavano una vasta gamma di opere d’arte, dai dipinti su corteccia alle sculture, mettendo in luce le prospettive uniche e la maestria artistica degli artisti aborigeni.

In Australia, la creazione dell’Aboriginal Arts Board nel 1973 da parte dell’Australia Council for the Arts fornì un supporto cruciale e finanziamenti per artisti e centri d’arte aborigeni. Questa iniziativa governativa giocò un ruolo significativo nella promozione e preservazione dell’arte e della cultura aborigena, favorendo anche la crescita del movimento artistico aborigeno contemporaneo.

Tim Leura Tjapaltjarri (c.1929-1984), Alugara, 1976,  71x55 cm
Tim Leura Tjapaltjarri (c.1929-1984), Alugara, 1976, 71×55 cm

Un’EreditĂ  Duratura

La nascita dell’arte aborigena contemporanea negli anni ’70 gettò le basi per un movimento artistico vibrante e dinamico che continua a prosperare ancora oggi. L’uso innovativo di nuovi materiali e tecniche, combinato con un profondo legame con il patrimonio culturale, ha portato a una forma unica e potente di espressione artistica. L’arte aborigena contemporanea ha non solo fornito un mezzo per gli artisti aborigeni per condividere le loro storie e affermare la loro identitĂ  culturale, ma ha anche arricchito il panorama artistico globale.

L’ereditĂ  degli anni ’70 può essere vista nei numerosi artisti aborigeni che hanno raggiunto fama internazionale, così come nella continua crescita e successo dei centri d’arte e delle istituzioni culturali di proprietĂ  aborigena. Celebrando e sostenendo l’arte aborigena contemporanea, onoriamo la resilienza e la creativitĂ  dei popoli indigeni australiani e contribuiamo alla preservazione e promozione del loro ricco patrimonio culturale.

Clifford Possum Tjapaltjarri (1932-2002), Senza Titolo, 2001,
122x46 cm
Clifford Possum Tjapaltjarri (1932-2002), Senza Titolo, 2001, 122×46 cm

Fonti:

https://www.smithsonianmag.com/arts-culture/contemporary-aboriginal-art-10885394

https://www.aborigene.fr